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Articolo di Giulia Innocenzi su "Europa"
Giovani Dem, che peccato

di Giulia Innocenzi, dal quotidiano Europa dell'11 novembre 2008

Mancano solo dieci giorni alle primarie che eleggeranno il Segretario
nazionale dei Giovani Dem e circa tremila delegati all'Assemblea
nazionale e a quelle regionali. Tuttavia le elezioni del 21 novembre
restano, ad oggi, delle vere e proprie primarie clandestine. Sfido
chiunque a stare all'uscita di un qualunque liceo, oppure a girare per
i corridoi di un'università, chiedendo ai ragazzi se sono a conoscenza
delle primarie: tabula rasa. Eppure la decisione di rinviare la data
delle elezioni, presa di comune accordo fra i quattro candidati e
caldeggiata dall`on. Franceschini, risale a un mese fa proprio per
andare incontro alle esigenze organizzative e comunicative allora - e
tuttora - carenti. Mi chiedo dunque perché il Partito democratico
abbia deciso di costituire l`organizzazione giovanile attraverso delle
primarie, che al momento rischiano di registrare una bassa
partecipazione elettorale, a fronte invece dell`impegno dei ragazzi
dei circoli in giro per l`Italia. E mi chiedo inoltre perché, con le
tante inchieste e approfondimenti dei media sul disinteresse dei
giovani rispetto alla politica, neanche una televisione, anche solo
regionale, abbia dedicato un solo minuto alle primarie in corso.

Che peccato! Un'occasione mancata, per ben tre motivi. Innanzitutto,
perché le primarie dei giovani Democratici avrebbero potuto
rappresentare un esempio di democrazia interna per tutto il sistema
partitico italiano. L'interpretazione dell'art. 49 della Costituzione,
ad oggi riferita soltanto alla vita esterna dei partiti, avrebbe
potuto estendere il "metodo democratico" finalmente anche alla loro
vita interna. All`art. 49 si collega l`art. 18 della Costituzione, che
garantisce il diritto di associazione dei cittadini. La mia
candidatura incarna la teoria della doppia tessera (Radicali Italiani
- Partito democratico) e ha sollevato un dibattito talvolta acceso. Lo
statuto del Pd all`art. 2 comma 8 prevede infatti l`esclusione dal
registro dell`anagrafe degli iscritti delle «persone che siano
iscritte ad altri partiti politici». Non rappresenta tale clausola il
fallimento stesso della vocazione maggioritaria del partito che si
propone quale il più rappresentativo della sinistra italiana? E non è
tale clausola contraria alla Costituzione e contraria alla natura
democratica
del partito? Infine, il silenzio sulle primarie rappresenta
un'occasione mancata rispetto ai temi che i giovani probabilmente
sentono più vicini e che ad oggi sono esclusi sia dall`agenda politica
che dalle battaglie
del Pd: la laicità, l`autodeterminazione, l`antiproibizionismo. Ad
esempio, si preferisce inserire le dichiarazioni della Binetti - che
associano gli omosessuali ai pedofili - nel dibattito sul reato di
opinione piuttosto che sui diritti civili.

In questi giorni ho partecipato a incontri che vertevano
sull`esistenza o meno di un Obama italiano. Credo invece che il
dibattito dovrebbe riguardare se in Italia vi siano o meno le
condizioni per fare emergere un Obama italiano. Come ricordano Boldrin
e Rustichini su Lavoce.info, «le primarie sono uri meccanismo
efficiente di selezione di un leader solo se la base elettorale dei
partiti le prende sul serio e se esiste nei media una competizione
sufficiente a permettere anche all`underdog di parlare ed essere
sentito, e poi ascoltato». Viste le primarie dei giovani Democratici,
non ci rimane che dire che «il mondo è cambiato», ma che l`Italia è
sempre la stessa.

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