.
Annunci online

Benvenuto nel sito ufficiale delle
Primarie dei Giovani Democratici.
Iscriviti alla community e
partecipa anche tu!
manifesto
archivio

candidati
Fausto Raciti
24 anni
scheda completa

agenda
regione
Dall'onda allo tsunami: Venerdì 14 manifestazione nazionale Università
"Appoggio in modo convinto la protesta degli studenti universitari, non solo
come candidato segretario nazionale giovani del PD, ma soprattutto come
studente universitario in fase di stesura della tesi in giurisprudenza, che
vive il mondo nell'università in modo attivo.

I tagli netti della Gelmini rappresentantano uno svuotamento della funzione
pubblica dell'università e non una razionalizzazione dei costi e delle spese
inutili.

Noi studenti universitari abbiamo dimostrato che non vogliamo baronie e
privilegi in facoltà ma questi tagli non incidono minimamente su queste
problematiche.

Un Governo ignorante si merita una protesta e una partecipazione massiccia
alla manifestazione del 14 novembre a Roma. Ragazzi e ragazze avanti quest'onda
sarà uno tsumani per il trio delle meraviglie Berlusconi, Tremonti e Gelmini".

Salvatore Bruno - candidato segretario nazionale giovani del PD

  Giovane e Democratico? Vai alla community   

Sul Referendum. Qualche parola in più.
Come prevedibile la proposta referendum contro il decreto Gelmini, oltre a consensi diffusi, ha suscitato polemiche e perplessità. Vorrei dire in maniera un po’ più approfondita la mia.

Scuola e università vengono ancora trattate, nonostante la riforma del titolo V della Costituzione e l’autonomia di istituti e università, come se il Ministero di Viale Trastevere fosse il centro di tutto. Capace di decidere da solo persino le modalità organizzative della didattica. La pensano così la Gelmini, parte del movimento, pezzi dell’opposizione, persino alcuni dei candidati a segretario dei Giovani democratici, che ci dispensano ricette salvifiche per scuola e università italiana.

Ma la panacea non c’è. Ci sono le scuole e le università, con i loro problemi e le loro risorse di professionalità.  

La Gelmini questo non lo sa e si è convinta di potere o dovere definire come si deve organizzare la didattica delle scuole elementari con la proposta del  maestro unico. La Lega si accontenta invece di definire come una singola scuola debba trattare gli studenti extracomunitari.

Il referendum, che per ovvie ragioni di natura costituzionale, non può riguardare scelte di spesa, può servire a ripristinare questo principio fondamentale: la didattica (almeno in parte), il come integrare gli studenti extracomunitari, il come utilizzare le (poche risorse) disponibili è una scelta che sta in capo alle scuole, non al Ministero.

Credo che questa possa essere una traccia di lavoro anche per l’opposizione politica e sociale. I risultati che il movimento e le organizzazioni studentesche possono conseguire, per primo quello della lotta al baronaggio nelle università, ma vale lo stesso per il diritto allo studio, l’organizzazione didattica, la proliferazione dei corsi di laurea, insomma quelle riforme che la politica dei ministeri e del Parlamento non è riuscita a fare o non ha voluto, sono possibili solo se il centro della battaglia diventano gli organi di governo di scuole e università, se gli enti locali (il centrosinistra ne governa la maggioranza) cercano un dialogo con questo mondo per definire insieme l’agenda delle cosa da fare. Vi ricordate quella vecchia (ma non desueta formula, il “riformismo dal basso”?.

Questo movimento può praticarlo, può dimostrare così, a chi non l’avesse ancora voluto capire, che non è manovrato in funzione degli interessi dei baroni e degli insegnati, che c’è qualcosa oltre il no. Che quella contestazione di sistema “non pagheremo la vostra crisi” è la sintesi di un’altra idea di Paese, in cui, per una volta, non si lasci il conto sociale ed economico delle generazioni precedenti ai più giovani. Perché paghiamo già le loro pensioni ed il loro debito pubblico.

Alla politica, a quella nazionale almeno, sta il compito di aumentare risorse e investimenti, di definire un quadro di massima rispetto alla didattica e al personale a disposizione, di interrompere la proliferazione delle università sotto casa, di garantire le risorse perché il diritto degli studenti all’accesso e al successo nei percorsi formativi non sia più aleatorio. Il come farlo si può solo definire dove c’è la carne dei problemi, dove c’è un rapporto vero con il territorio e le sue specificità di composizione sociale e culturale (numero di immigrati, provenienza, periferie o centri, grandi o piccole comunità, modello di sviluppo ecc…).

Se i Giovani democratici vogliono contribuire a ripristinare questi principi allora il referendum non sarà sufficiente, ma di certo è necessario.

 

Fausto Raciti

Candidato Segretario Giovani Democratici

  Giovane e Democratico? Vai alla community   

Innocenzi - Manieri: concorsi truccati. Appello "Contro i baroni. Contro il Lunedì delle nomine"
"Contro i baroni. Contro il lunedì delle nomine". Questo l'appello che verrà lanciato domani da Giulia Innocenzi e da Valeria Manieri per bloccare l'elezione dei commissari dei concorsi universitari, prevista per lunedì 10 novembre. Ai concorsi verranno assunti 5mila docenti e ricercatori, la maggior parte dei quali "già lavora nell'università e spesso è entrata senza alcun vaglio", come ha denunciato Francesco Giavazzi dalle colonne del Corriere della Sera di oggi. Secondo il professore, infatti, "poiché i concorsi sono già stati banditi, alcune modifiche si possono apportare tramite lo strumento di un decreto legge". Attraverso l'appello, infatti, Innocenzi e Manieri vogliono "evitare quest'ultimo cattedratificio, in cui i baroni lasceranno la loro eredità a nipoti e portaborse. Con il turn over imposto dalla Gelmini, infatti, l'eredità avrà un lascito molto lungo". La  mobilitazione chiamerà a raccolta non solo tutti i partiti politici e le associazioni - da Radicali Italiani all'Associazione Luca Coscioni, dal Partito Democratico ad Alleanza Nazionale - ma anche "gli studenti che in questi giorni hanno manifestato contro i tagli all'università, nella difesa di un'istruzione uguale per tutti. Se passerà l'ennesimo concorso truccato, saranno gli studenti i primi a rimetterci".

  Giovane e Democratico? Vai alla community   

PD/Raciti: "Governo si confronti con il Paese"
“Adesso il governo si confronti con il paese che si è mobilitato in massa per contestare il dl Gelmini”.

Così Fausto Raciti, candidato alla Segreteria Nazionale dei Giovani del Pd, mentre sfila con gli studenti a Roma.

“Mi aspettavo questa protesta così numerosa ma non a tal punto. Questo dimostra che studenti, docenti, genitori e tutte le cittadine e i cittadini italiani, contestano fortemente la maggioranza che guida il paese, sulle scelte pericolose che si stanno compiendo soprattutto ai danni delle giovani generazioni”.

“Il Governo dovrebbe rendersi conto che la maggioranza è in piazza e ritirare il decreto, cancellando questa riforma”.

  Giovane e Democratico? Vai alla community   

No al Referendum. Sì a Ddl che elimini sprechi dell'Università

"Perché anziché promuovere un referendum che nulla può fare, non ci facciamo promotori di un disegno di legge che elimini gli sprechi dell'università e la ricerca, così da non fare ricadere sugli studenti i tagli che comunque verranno effettuati?" Così Giulia Innocenzi, la candidata a segretario dei giovani del Partito Democratico, in merito alla proposta di Walter Veltroni di indire un referendum abrogativo contro la legge Gelmini. "A fronte dell'impossibilità costituzionale di indire referendum in materia tributaria, l'unico risultato possibile sarebbe l'abrogazione del dispositivo sul maestro unico o sul grembiulino. Persevera così la logica dei piccoli provvedimenti, senza una visione generale del problema". Per questo la candidata radicale si rifà alle tre proposte già lanciate sul web e contenute nell'appello "Contro il no ideologico. Per il sì alla riforma necessaria dell'università", in cui propone "l'abolizione del valore legale del titolo di studio, per aumentare la competitività fra le università e chiudere quelle nate grazie all'amicizia fra il rettore e il sindaco; la peer review, ovvero la valutazione dei finanziamenti ai ricercatori stessi da parte di commissioni anonime, abolendo così tutti i costi degli organi gerarchizzati che oggi funzionano da imbuto per i soldi alla ricerca; l'eliminazione dei corsi di laurea più fantasiosi, che nel totale dei 5.500 presenti ad oggi in Italia, servono soltanto a dare una cattedra al professore". La Innocenzi conclude: "Alcuni professori stanno dicendo ai loro studenti di mollare la mobilitazione, in vista del referendum. E' in questo modo che si mette il cappello alle manifestazioni di questi giorni: facendo credere che la politica potrà farsi portatrice della risoluzione dei problemi, quando invece propone iniziative che distraggono, e fanno quindi perdere, l'attenzione sull'obiettivo. Un bel favore al governo".

Giulia Innocenzi, candidata Segretario Nazionale dei Giovani Democratici

  Giovane e Democratico? Vai alla community   

Sfoglia ottobre        dicembre
archivio




Blog letto1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom

footer