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Fausto Raciti
24 anni
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regione
La burrascosa vicenda dei CPR – quello laziale già chiuso... E chiuso alla rappresentanza
Chi capirà mai come funzionano e chi li sceglie? Mi riferisco ai
Comitati Promotori Regionali che negli ultimi giorni sono al centro di
critiche e lamentele. Ancora una volta la trasparenza e la
democraticità di un procedimento elettorale sono messi a repentaglio
dalle "vecchie" abitudini di chi opera nell'ombra.
La mia designazione in qualità di delegata di Giulia Innocenzi al CPR
del Lazio si è risolta in un nulla di fatto. Dopo un mese di
telefonate e sollecitazioni, sono stata indirizzata verso Sara
Battisti, membro del comitato stesso. Da lei finalmente ho avuto
notizie chiare e precise, ma assai deludenti. Ho scoperto infatti che
il CPR del Lazio si era riunito intorno all'inizio del mese di ottobre
e in una sola seduta aveva "esautorato" le sue funzioni nominando i
Comitati Promotori Provinciali. Di conseguenza, a me, designata ma MAI
contattata, non restava che esprimere informalmente il nome del
delegato al CPP, il quale, stando alle indicazioni di Sara, avrebbe
avuto l'onore di partecipare alle riunioni del CPP romano con diritto
di parola, ma non di voto. In altre parole, mi è stata offerta la
possibilità di "integrare" il CPP con un solo delegato senza neppure
che a lui venisse concesso il diritto di voto. La motivazione addotta
è stato che il CPP era ormai stato nominato, e come si direbbe quod
factum factum est. In realtà tale "offerta" era già prevista come
norma, visto che ogni candidato ha diritto a un proprio delegato ai
CPP come ai CPR.
Tuttavia non sempre la prassi si attaglia alla teoria … Infatti alla
riunione successiva del CPP il delegato di Giulia Innocenzi, Daniele
Dalessandro, ha potuto votare seppure in netta minoranza.
Quello che mi chiedo è: se l'obiettivo di ciascuno di noi è che il Pd
giovani nasca attraverso un procedimento aperto, inclusivo e
trasparente, come mai non è venuto in mente a nessuno che i CPR
andavano riconvocati una volta che, dopo la consegna delle firme, i
candidati ufficiali avrebbero potuto esprimere i propri delegati?
Perché i membri di organi dotati di funzioni decisionali importanti
devono essere scelti tra gli amici e i conoscenti di chi già è
addentro alla struttura, senza permettere che anche persone nuove
abbiano modo di parteciparvi nel rispetto delle regole?
Io sono stata espropriata deliberatamente del diritto di presiedere a
quella "fatidica" riunione, che nel giro di una serata ha scelto le
persone con il compito di definire i seggi nella mia città. Nella
stessa riunione non c'era nessun rappresentante espresso dalla
candidata che sostengo, Giulia Innocenzi; ugualmente per il CPP Roma
abbiamo potuto esprimere un solo nome rispetto ai ragazzi coordinati
da altri candidati.
Come dire: la democrazia non si impara a ripetizioni.

Annalisa Chirico
Candidata all'Assemblea Nazionale
Membro non riconosciuto del CPR Lazio

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