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Welfare e lavoro in tempo di crisi:il modello sociale europeo.

Il dibattito sulla riforma del mercato del lavoro e dei sistemi di welfare si intreccia inestricabilmente con la crisi economica. Una crisi che, nata finanziaria, divenuta economica, rischia di diventare esistenziale, una sorta di modus vivendi che tutto permea, ma che tutto distrugge.
La crisi può essere vissuta non come una maledizione ma come un'occasione per riavviare il sistema per riformarlo su nuove basi, su nuove determinanti etiche, economiche e politiche.
Ma le nuove determinanti non possono che stravolgere quello che finora è stato il paradigma delle politiche economiche e sociali dell'ultimo trentennio.
La fine dell'ideologia liberista del mercato come valore assoluto, la fine della finanza creativa sganciata dal lavoro e dalla concreta creazione di ricchezza impongono l'elaborazione di un nuovo paradigma. Il PD ha bisogno di far sue contemporaneamente due bandiere. Una della lotta alla precarietà e una non meno importante della riforma radicale di un mondo del lavoro sempre più duale. L'Europa, per i governi conservatori fonte di ispirazione a fasi alterne, può essere la soluzione, con gli strumenti e le tutele già utilizzati in alcuni paesi. Può essere la dimostrazione di come democrazia e welfare state siano sistemi interpenetranti. E allora perchè non ripartire dal modello sociale europeo?

Pubblicato il 12/3/2009 alle 15.24 nella rubrica Welfare - Assemblea 15 marzo '09.

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